Le elezioni statunitensi e Bitcoin: in che modo le elezioni influenzeranno il mercato delle criptovalute?

Lorenzo Disilvestro
4 min readNov 3, 2020

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Bitcoin come “riserva di valore”

Siamo arrivati a quelle che già da molti mesi sono tra le elezioni presidenziali più attese degli ultimi anni, ed i mercati finanziari sono stati, come sempre, ricchi di chiacchiere, di ogni genere, colpi bassi, gossip di cattivo gusto, insomma di tutto quanto ormai abbiamo imparato essere il circo mediatico dietro ad uno degli eventi più importanti al mondo, per via delle ripercussioni, positive e negative, sulla maggior parte delle nazioni. Ma da qualche anno le implicazioni non sono più soltanto a carattere geo-politico e finanziario ma anche sui vari asset strategici della economia digitale, tra cui Bitcoin.

E’ ormai assodato che la relazione tra il “cripto mondo” e questo grande evento statunitense richieda ulteriori indagini, vista la sua rilevanza storica.

Infatti dobbiamo tenere presente che Bitcoin ha chiuso il mese di Ottobre, per la seconda volta, nella sua intera storia, intorno ai 14.000 dollari, l’unico precedente lo possiamo ritrovare soltanto in quel periodo tra la fine del 2017 e l’iniio del 2018, in cui arrivò addirittura a 20.000 dollari.

Del resto anche prima del rialzo del 2017, si erano svolte le elezioni americane del 2016 tra la Clinton e Trump. Dunque potrebbe significare che le elezioni statunitensi hanno un’ impatto su Bitcoin in un modo o nell’altro ?

Volendo cercare una correlazione, andando indietro a verificare, potremmo notare che, nell’ultimo ciclo elettorale, Standard & Poor 500 (l’indice della borsa statunitense) aveva registrato volatilità durante il periodo delle elezioni. In particolare, durante il mese di Ottobre e la prima settimana di novembre 2016, l’SPX era calato di oltre il 6%, mentre subito dopo le elezioni, le azioni erano rapidamente risalite, invertendo la tendenza verso quelli che sarebbero diventati i nuovi massimi storici.

Quindi, da un lato, abbiamo una situazione in cui si potrebbe tracciare una correlazione causale tra l’andamento di Bitcoin e le elezioni presidenziali statunitensi, d’altro canto, si potrebbe anche sostenere che questa correlazione sia semplicemente il risultato dell’aver stampato e pompato nei mercati una grande quantità di denaro, la stessa FED aveva dichiarato qualche settimana fa che, a causa degli aiuti all’economia per via del Covid, nel solo 2020, sono stati stampati l’equivalente del 22% di tutti i dollari in circolazione.

Gli eventi che si sono abbattuti sull’economia, all’arrivo del 2020, hanno però modificato la visione di molte persone ed aziende, circa quello che Bitcoin può diventare, infatti, mentre prima era visto principalmente come un’ asset speculativo con una capitalizzazione di mercato di poco più di $ 200 miliardi, oggi si è guadagnato un nuovo ruolo, ossia quello di una moneta per salvaguardare le nostre richezze diventando noi, in primis, degli “holder”, pensando quindi principalmente ad un accumulo come forma di prossima ricchezza, contro la visione speculativa dell’inizio.

Non a caso, proprio in questo anno alcune Big, società quotate in borsa di grande reputazione, come Square e MicroStrategy (per citarne solo alcune), hanno portato l’argomento della “riserva di valore” ad un livello successivo, avendo collocato sul mercato digitale, una grossa percentuale delle loro riserve aziendali investendo diversi milioni di dollari nell’acquisto di Bitcoin.

L’ascesa di Bitcoin come riserva di valore

Tutto ciò di cui abbiamo discusso fino ad ora, ci porta dunque a trattare Bitcoin come la nuova “riserva di valore”. In effetti, in un periodo di accresciuta incertezza, la necessità di una riserva assoluta di valore è diventata ancora più una necessità.

Tradizionalmente, l’oro è il bene di rifugio verso cui gli investitori si affollano in tempi di crisi. Ma Bitcoin sembra essere diventato decisamente più interessante per gli investitori tecnologici di oggi, con scarso interesse per le proprietà ingombranti dell’oro.

Dall’inizio della crisi economica da Covid, lo stimolo di ricerca della “riserva di valore” su cui investire è cresciuta parecchio, volendo analizzare i due protagonisti del mercato possiamo notare che, l’oro è aumentato del 40% (dal minimo al massimo), mentre Bitcoin è aumentato di oltre il 120%. Questa discrepanza nelle prestazioni diventa ancora più chiara se vista in un arco di tempo di 10 anni.

Conclusione

In conclusione, avendo osservato che, nonostante gli avvicendamenti dei presidenti americani, da quando Bitcoin è nato, possiamo affermare con una certa sicurezza che le elezioni statunitensi alla fine avranno poca influenza sulla traiettoria di crescita a lungo termine di Bitcoin.

Quello che possiamo immaginare è che certamente, il giorno stesso delle elezioni, fino anche ad una settimana dopo, sarà ragionevole prevedere una reazione del mercato legacy al candidato vincitore, che potrebbe andare in entrambi i modi, poichè, in genere, i mercati preferiscono mantenere lo status quo, il che significherebbe la vittoria di Trump, che sarebbe percepita dai mercati come “business as usual”, mentre, il rovescio della medaglia avverrebbe, se Biden dovesse vincere, per cui, le percezioni dei mercati dipenderebbero dal discorso inaugurale dello stesso neo presidente.

Concludo, ribadendo che questa è un’analisi totalmente pesonale e, che quindi a mio parere, a prescindere da chi verrà eletto, Bitcoin procederà come sempre per la sua strada, nel caso della rielezione di Trump, senza eventuali battute di pausa, ma proseguendo il trend di crescita del 2020 per tutto il 2021, tornando a puntare verso quella quota 20.000 che aveva già raggiunto nel Dicembre 2017.

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Lorenzo Disilvestro

Linux System Integrator Architect / BTCPay Server Italian community member | I transform business initiatives into sustainable blockchain technology solution